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Esperienza personale in un settore giovanile | Stampa |

di FEDERICA GARZON

La mia collaborazione con l’Hellas Verona è iniziata a settembre 2011.
Mi è stato chiesto di occuparmi dello sviluppo psicomotorio dei piccoli calciatori dei Pulcini 2003 e Pulcini 2002, di essere quindi la loro Preparatrice Coordinativa.

Insieme con i preparatori atletici delle altre annate del Settore Giovanile dell’Hellas, ci siamo confrontati su quali, secondo noi, avrebbero dovuto essere gli obiettivi  coordinativi fondamentali  da raggiungere per ciascuna età.
Insieme con gli allenatori si è cercato poi di capire come strutturare il lavoro tenendo conto di  fattori più concreti quali tempi, spazi e  numero di bambini.
Come psicomotricista mi ritrovo di frequente a lavorare in equipe con altre figure professionali come psicologi, logopedisti, psichiatri, ma con uno staff di allenatori e preparatori professionisti, ancora non mi era capitato.
L’esperienza è stata molto positiva, la professionalità che ho trovato è stata notevole.
Per professionalità non intendo solo serietà, rigore ed impegno, ma anche e soprattutto dialogo, scambio, apertura e attenzione nei confronti dei bambini e dei loro bisogni. Credo che siano proprio questi ultimi aspetti a costituire la vera professionalità di una persona.

La fortuna che si ha a lavorare in questo ambiente è soprattutto data dal fatto che si lavora sulla passione del bambino: “Gioco del Pallone”.
Questo fattore permette di avere un'attenzione ed un grado di interesse da parte dei ragazzi molto alto, tanto da favorirne, nella maggior parte dei casi, un  miglior Apprendimento in tempi più brevi.

Ciascun obiettivo quindi viene così raggiunto dai bambini con meno fatica e in minor tempo e questo, oltre a migliorare le loro capacità oggettive a livello coordinativo, influiscono non poco, anche sul rafforzamento dell'Immagine di Sé: i bambini aumentano la loro autostima, influendo perciò, con un effetto a catena anche sul gruppo, sulla relazione tra i compagni e quindi sull’armonia e sul lavoro dell'intera squadra.

Può sembrare una banalità, ma ricordiamoci che il calcio è prima di tutto uno sport di Gruppo, quindi tutto questo processo presenta un duplice effetto positivo:

  • Miglioramento del livello coordinativo del singolo bambino e quindi  anche delle sue capacità tecniche con la palla;
  • Miglioramento della capacità di relazione con i compagni di squadra, non solo come sintonia di gruppo, ma anche e soprattutto di intesa e di gioco in campo.

Devo ammettere che questo tipo di mentalità più sensibile agli aspetti umani, può sembrare molto distante dalla realtà di una società professionistica, dove nell'immaginario comune, i valori del rispetto del bambino risultano troppe spesso meno importanti dei risultati in campo. Fortunatamente però capita che una società sportiva rispecchi prima di tutto la mentalità delle persone che la costituiscono.
Per questo motivo, in questo anno lavorare con persone come Stefano Ghisleni – Responsabile dell’attività di base del Settore Giovanile dell’Hellas Verona – che mostrano questo tipo di apertura, di cultura e che richiedono questo tipo di professionalità da tutte le persone che lavorano all’interno della società, aiuta a creare un ambiente di lavoro dove viene valorizzato ogni aspetto che riesca a mettere in primo piano il bambino nella sua globalità.