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L'importanza dello studio del movimento | Stampa |

L'importanza dello studio del movimento in psicomotricità, così come nel calcio (Sindrome di Osgood-Schattler)

di Federica Garzon

Nella psicomotricità, così come in qualsiasi altra disciplina preventivo-riabilitativa, la conoscenza  e quindi il sapere sono di fondamentale importanza per poter intervenire in modo corretto ed efficace nei confronti di una disfunzione o di una disabilità più o meno grave.
La psicomotricità nello studio del corpo umano nella sua globalità, si avvale di conoscenze che vanno dalla psicologia, agli aspetti affettivo relazionali, agli aspetti più scientifici e probabilmente più importanti che riguardano l’anatomia e la fisiologia del corpo.
Il concetto di possibilità motoria è un concetto universale che si riferisce non solo al movimento dell’essere umano, ma più in generale al fenomeno motorio degli organismi viventi. Le possibilità motorie sono le potenzialità e le concrete manifestazioni del fenomeno motorio: il movimento proprio dell’essere umano, ciò che si “ vede e si tocca “, il movimento che l’uomo vive e sperimenta con il corpo in modo concreto, ossia il Movimento Naturale.

Il movimento naturale è omogeneo all’interno di ciascuna specie, ma diverso per i diversi stati evolutivi (crescita e sviluppo dell’individuo). Lo studio del Movimento Umano descrive i mezzi e i modi attraverso i quali queste “possibilità motorie” si realizzano utilizzando le scienze di base, gli studi e le indagini da esse effettuati.
In una prima fase esso era fondato su conoscenze di tipo meccanico e anatomico (modello biomeccanico); i progressi della neurofisiologia hanno in seguito influenzato gli studi chinesiologici (modello neuromotorio).
Le conoscenze offerte dalla psicologia e le ricerche sull’interazione corpo–psiche e le influenze dell’ambiente esterno hanno apportato ulteriori contributi (modello psicomotorio); lo sviluppo degli studi filogenetici ed antropologici e le ricerche sulla motricità del feto hanno arricchito la conoscenza relativa alla struttura e alla storia dello sviluppo e della trasformazione dell’apparato motore dell’uomo (modello filogenetico); il contributo della scuola sovietica nell’acquisizione di nuove conoscenze sul cervello ha portato nuove cognizioni e strumenti di analisi (modello neuropsicologico); la nascita dell’informatica, della cibernetica, permettono l’elaborazione di nuove ipotesi di studio sul cervello e sul movimento (modello cibernetico) permettendo la progettazione di strumenti di indagine e la progettazione degli ausili tipici della moderna bio-ingegneria.

In sintesi, quindi, attualmente i modelli di studio ai quali far riferimento per uno studio globale del corpo e dei suoi movimenti sono sei:

  • Modello BIOMECCANICO
  • Modello NEUROMOTORIO
  • Modello PSICOMOTORIO
  • Modello FILOGENETICO
  • Modello NEUROPSICOLOGICO
  • Modello CIBERNETICO

Conoscere tali mezzi permette di comprendere la natura di alcune problematiche motorie e di poter conseguentemente intervenire in modo opportuno ed il più possibile efficace.

Ad esempio, lo studio dell’articolazione del ginocchio dal punto di vista biomeccanico e dal  punto di vista neuromotorio, associati ad alcuni studi condotti all’Istituto di Energetica dell’Università di Trieste hanno permesso di approfondire e comprendere meglio il meccanismo patogenetico del morbo di Osgood-Schlatter, sindrome che affligge una grande percentuale di giovani calciatori!
Analizzando e confrontando le caratteristiche di questa patologia (A), con le caratteristiche dell’articolazione del ginocchio (B), entrambe associate alle caratteristiche di questo sport (C), si può arrivare a comprendere il perché di questa alta percentuale tra i calciatori.

(A)_Il morbo di Osgood-Schlatter è una patologia che causa dolore localizzato sul tendine rotuleo presente sia alla palpazione, sia alla contrazione del quadricipite. In alcuni casi è possibile riscontrare la formazione di un edema (protuberanza) a livello dell’osso tibiale così come la formazione di piccole calcificazioni intratendinee.
E’ una patologia che interessa i ragazzi in età adolescenziale, compresa tra i 10 e i 16 anni. Nei maschi l’incidenza è tre volte superiore rispetto alle femmine. Questa lesione è causata da sovraccarico funzionale, ossia da una ripetuta azione traumatica causata dalla trazione del tendine rotuleo sulla sua inserzione a livello dell’apofisi tibiale, durante la contrazione del muscolo della gamba.I ragazzi maggiormente colpiti infatti sono coloro che praticano sport attivo e in modo specifico quegli sport che coinvolgono largamente il quadricipite, calciatori in primis!
Fortunatamente la sintomatologia solitamente scompare con l’uso del ghiaccio legato all’infiammazione locale (crioterapia) e con il riposo quasi assoluto (passeggiate, nuoto e bici praticate con moderazione sono attività contemplate) per un tempo necessario alla  totale scomparsa dell’infiammazione.
In ogni caso questo tipo di patologia si risolve definitivamente al completamento dei processi di ossificazione (alla fine della crescita e dello sviluppo corporeo, intorno ai 16-18 anni).

(B)_Il ginocchio è una delle articolazioni più complesse del nostro corpo perchè costituita da più elementi che permettono a questa parte del corpo di essere molto mobile e di compiere molteplici movimenti nei diversi piani corporei (frontale, sagittale  e trasversale).
Il ginocchio è costituito da due distinte articolazioni: la femoro-rotulea e la femoro-tibiale, strettamente legate nella loro funzione, ma dotate di caratteristiche meccaniche differenti.
L’articolazione femoro-rotulea è di semplice meccanismo, mentre la femoro-tibiale è decisamente più complessa e non è possibile descriverla se non analizzandola più nello specifico.
Essa infatti dispone di movimenti d’inclinazione laterale e di movimenti rotatori (pronazione-supinazione). Questi ultimi si distinguono in combinati e indipendenti ed entrambi sono limitati e condizionati dalla conformazione dei menischi, dalla conformazione dei legamenti (spessore, robustezza, differente capacità funzionale..) e dal loro punto di inserzione.
La rotula, nel dispositivo articolare del ginocchio serve a facilitare lo scorrimento dell’estremità distale del quadricipite così come ad aumentarne notevolmente la potenzialità muscolare.
La struttura del ginocchio, durante il lavoro a carico dell’arto inferiore (es: calcio alla palla) viene sottoposto a carichi cospicui che riesce a supportare grazie anche all’intervento di ulteriori strutture come la cartilagine (rivestimento articolare che ha il compito di ammortizzare le sollecitazioni aumentando la tolleranza meccanica dei capi articolari), il liquido sinoviale (di fondamentale importanza per il mantenimento delle caratteristiche fisiche e funzionali della cartilagine), capsula articolare.

(C)_Alcuni studi condotti all’Istituto di Energetica all’Università di Trieste sul grado di tensione al quale è sottoposto il ginocchio  di un ragazzo nel momento in cui calcia un pallone, hanno rivelato che al momento dell’impatto del piede con la palla viene sviluppata una energia pari a 752 J, corrispondenti  circa all’ energia necessaria per spostare, di un metro, una massa di 752 kg nel tempo di un secondo! Questo significa che il pallone, del peso di 450 gr circa, si muove ad una velocità di circa 50 km\h e che il piede  gli va incontro alla velocità di  circa 30 km\h.

La domanda che nasce spontanea è: come hanno fatto a resistere tutte le strutture anatomiche del corpo del ragazzo di fronte ad un impatto così notevole?
Considerando che durante l‘impatto, una notevole quantità di energia viene dispersa o dissipata sotto forma di calore, di onde sonore e di vibrazioni, la quantità di energia che resta in gioco è in grado di ‘deformare’ le strutture interessate: scarpa, pallone, ma anche piede, gamba e parti anatomiche interessate, comprese le parti molli come legamenti, cartilagini, tendini e muscoli provocando piccoli traumi che non sembrano influire nell’immediato, ma che possono creare disturbi negli anni.

In definitiva,  abbiamo visto come  l’articolazione del ginocchio, per la complessità del suo meccanismo, per i notevoli e innumerevoli sforzi cui viene sottoposta, per il ristretto margine di sicurezza e stabilità dentro alla quale lavorano le sue strutture, rappresenta una delle articolazioni più fragili dell’intero organismo.
La più piccola alterazione di una delle formazioni anatomiche che la compongono è, infatti in grado di provocare un’incongruenza meccanica ed uno squilibrio statico assai pericoloso, non facilmente compensabile, che porta inevitabilmente all’insorgenza di danni primari (morbo di Osgood-Schlatter), così come di disturbi secondari, visibili nel tempo, come le deviazioni del ginocchio nel senso del varirmo (gambe arcate) o del valgismo (gambe a “x”) tipiche dei calciatori professionisti.

Questo del ginocchio era un esempio semplice, ma efficace per comprendere come lo Studio  del corpo e lo studio del Movimento, associato poi ad altri studi, siano una conoscenza fondamentale per comprendere il corpo, migliorarne le prestazioni ed intervenire sui disturbi ad esso correlati. Chiunque lavori nell’ambito sportivo o abbia a che fare con bambini e ragazzi e quindi con il loro corpo in continua evoluzione dovrebbe possedere tutte queste conoscenze, a mio parere, fondamentali e alla base di qualsiasi insegnamento tecnico-tattico.