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Allenamenti nella Scuola calcio femminile

a cura di Veronica Brutti

Uno dei problemi maggiori che incontrano gli allenatori dei settori calcistici femminili è la disomogeneità del gruppo. Molto spesso, non essendoci molte iscritte della stessa età, bambine di annate diverse sono costrette a giocare insieme, e questo comporta uno squilibrio del gruppo e un problema di organizzazione nell'allenamento, dato che nell'infanzia, anche un anno tra una bambina e l'altra vuol dire molto.

Ci spiega il suo metodo di lavoro Maria Jole Volpi. Giocatrice e capitano della Roma calcio femminile, ha giocato in serie A nella Lazio, nel Milan e nel Verona, oltre che nella Nazionale U19 e U21. Patentino Uefa B, allena ed è responsabile della Scuola Calcio Roma calcio femminile. Oltre a giocare ed allenare, è laureata triennale in sociologia e ha appena conseguito la specialistica in Analisi Sociale e Progettazione Territoriale. Infine, afferma, "ho un lavoro che mi piace e che mi hanno offerto mentre io mi presentavo per fare volontariato: l'assistente Educazione e Cultura ai ragazzi con problemi (fisici e mentali) nelle scuole".

Gruppo 6-10 anni.

Svolgiamo due allenamenti a settimana (martedi e venerdi). Sono 9 bambine: 1 del 2004, 2 del 2003, 2 del 2005, 1 del 2006, e 3 del 2000. Ti lascio immaginare quanto sia facile riuscire a lavorare con un gruppo cosi eterogeneo.

Alla loro età anche un anno di differenza si vede, quindi seppur all'interno dello stesso allenamento, cerco sempre di differenziare gli esercizi delle 2000 dal resto del gruppo.

Premesso che qualsiasi cosa gli viene proposta attraverso "il pallone", nella prima parte dell'allenamento, come attivazione propongo giochi con la palla dove si utilizzano sempre mani e piedi (palleggio con le mani e al fischio colpisco di testa, di collo, di coscia ecc.), l'obiettivo primario è quello di far loro "prendere confidenza" con il "Loro" pallone, attraverso TUTTE le parti del corpo. Il riscaldamento e la fase di attivazione sono sempre proposte in forma ludica.

Nell'ambito di questa parte di attivazione inserisco sempre esercizi di coordinazione. Molte bambine sono molto "deficitarie" sotto questo punto di vista.

Gli stimoli coordinativi gli vengono proposti nelle fasi di recupero. Consistono spesso in andature varie, inserite all'interno di un percorso dove o per un passaggio o per un gesto tecnico alla fine si tocca comunque il pallone.

Nella fase centrale, se il numero lo permette, organizzo 2 percorsi (ostacoli slalom paletti cerchi ecc.), da affrontare sotto forma di staffetta tra 2 squadre. Prima senza palla, poi con il pallone.

A seguire ci sono esercizi vari di tiri, prevalgono quelli a stazione, con passaggi e tiri in porta in successione: dalla postazione n1 (passaggio e tiro), si passa alla n2 (sponda e movimento verso la porta), e si finisce alla n3 (portiere).

Inoltre nell'arco del tempo sono passata da esercizi quali 1vs1, a quelli più strutturati come 2vs1 o 3 vs2, sempre nel limite delle loro divergenze.

La fase finale è sempre rappresentata dalla partita libera.

Gruppo 10-14 anni.

Sono due allenamenti a settimana.(lunedi e giovedi). Sono 18 ragazze, 9 provenienti dal maschile e 9 no.

La differenza di chi viene dal maschile si nota e pesantemente, così spesso divido i due gruppi nelle esercitazioni in modo da poter pretendere il meglio da ognuna in base alla proprie potenzialità ed esperienze.

Il lunedì lo dedico molto alla tecnica individuale sottoforma di riscaldamento, e poi ad esercitazioni basate molto sulla corsa e sulla coordinazione (sempre tutto col pallone), attraverso percorsi e gare tra due o più squadre.

Dato il numero, spesso le divido in 3 squadre, all'inizio dell'anno non occupavano affatto gli spazi liberi e tendevano molto ad accentrarsi verso il pallone. Attraverso esercitazioni continue sul giropalla e "possesso palla" 2 squadre contro 1, sono migliorate moltissimo sotto questo aspetto.

Vista questa lacuna ho lavorato molto anche sui giochi di posizione (quadrato con 3 ai lati e 2 al centro ) e di linea (rettangolo con 2/3 passaggio al centro 6/8 disposte sui due lati corti che devono passarsi il pallone senza che venga intercettato), non perché ognuna abbia un ruolo fisso, ma affinché PER OGNI RUOLO sapessero la posizione da tenere rispetto alla palle e alle proprie compagne.

Per la tattica collettiva spesso ricorro a partitine con sponde laterali o frontali.

Si conclude con partita a tema o libera.

Il venerdì dopo un riscaldamento meno individuale e più "di squadra", per ottimizzare spazi e tempi divido subito in 2 gruppi che si alternano tra lavori di rapidità/reattività e psico-cinetica, e lavori su azioni e tiri in porta. Questi ultimi avvengono sempre attraverso più stazioni, di solito la prima conduzione e tiro, la seconda  1Vs1, la terza  sponda e tiro.

Almeno gli ultimi 30' sono dedicati alla partita, cercando di mettere in pratica le cose provate.