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Da Montecatini il decalogo delle buone maniere

MONTECATINI. Il calcio non è solo un gioco ma anche un'occasione per crescere e divertirsi in un ambiente sano e formativo.  Lo sa bene la società Gsd Montecatinimurialdo che venerdì sera ha presentato il proprio codice etico, un documento di dodici pagine (lo puoi scaricare nella sezione documenti), con cui i dirigenti e lo staff della società calcistica hanno deciso di mettere nero su bianco lo stile, le idee e il comportamento che tutti gli appartenenti al sodalizio di via Marruota devono avere.

Cos'è

Il codice etico realizzato dai dirigenti e dagli allenatori del MontecatiniMurialdo si compone di dodici pagine all'interno delle quali vengono toccati alcuni aspetti fondamentali della vita sportiva e di quella sociale con particolare riferimento ai giovani calciatori e non solo. Oltre all'introduzione, in cui la società calcistica di Montecatini spiega come questa carta è nata e quali sono le finalità, il codice etico è composto anche dalle regole del "fair play" e da quelle di gruppo, dal decalogo del giovane calciatore, i suoi diritti e le regole per i genitori. A margine è stata inserita anche la carta dei diritti dei bambini e dei doveri degli adulti redatta dal settore giovanile e scolastico della Figc.

Le dichiarazioni

La presentazione del "Codice etico del calciatore biancoceleste" si è svolta all'interno della sala della tv dell'oratorio Murialdo e a inizio del suo intervento è stato proprio il presidente del gsd MontecatiniMurialdo, Massimiliano Potenza, a sottolineare come anche la scelta del luogo in cui presentare l'iniziativa non sia stata casuale: «Abbiamo optato per questa sede perché la storia del MontecatiniMurialdo è nata proprio qui dodici anni fa. Al centro dei nostri pensieri ci sono sempre i ragazzi e sentendoci noi persone delegate a dare loro anche insegnamenti di vita abbiamo deciso di stilare questo codice etico contenente le norme di comportamento che ogni nostro tesserato dovrà seguire, per la nostra società di calcio questo documento sarà una sorta di Bibbia a cui ispirarci». Sulla stessa lunghezza d'onda si è espresso anche Corso Biagioni, dirigente e responsabile della scuola calcio del MontecatiniMurialdo che ha sottolineato come questo codice etico sia importante sia per i bambini che per le famiglie.

Serve anche agli adulti

«Il nostro codice etico è formato da diverse parti - spiegato - alcune per i giovani calciatori e altre anche per gli adulti perché anche loro devono riuscire a comportarsi coerentemente».  Al lancio ufficiale del codice etico che da domani sarà consegnato a tutti i giovani atleti del MontecatiniMurialdo e ai loro genitori è intervenuto anche l'assessore alle Politiche giovanili e all'istruzione, Ennio Rucco, che ha sottolineato anche il ruolo sociale che il sodalizio calcistico di via Marruota sta svolgendo anche in città.

Il ruolo del calcio

«Ho avuto modo di apprezzare più volte il lavoro svolto dalla società MontecatiniMurialdo che ha la buona abitudine di cercare un rapporto con la città e l'amministrazione - ha affermato -. Il ruolo delle società sportive è anche un ruolo educativo e qui il mister è visto proprio come un educatore quello tra società e famiglie è un rapporto importante e in questo codice etico credo che ci siano le regole fondamentali dello stare insieme, è un documento importante che possiamo utilizzare come apripista anche per altre iniziative». Alla presentazione del codice etico era presente anche don Pietro Rota, parroco del Corpus Domini oltre ai rappresentanti provinciali del Coni e della Figc che hanno lodato il progetto realizzato dal MontecatiniMurialdo.

La prima volta

«Questa è la prima volta che nella zona di Pistoia e provincia viene realizzato un codice etico come questo e penso che sia un segnale importante - ha commentato Stefano Riccomi, delegato provinciale della Figc - come federazione invito anche le altre società a prendere spunto da questo documento, credo che nella nostra zona e in particolare al MontecatiniMurialdo il calcio sia inteso ancora nel modo giusto».

(dal quotidiano "Il Tirreno", 6 marzo 2011)