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Paolo Tramezzani: metodologie di allenamento | Stampa |
Il 25 novembre 2011 a Verona, in occasione di un corso per allenatori del settore giovanile promosso dall'Hellas, Paolo Tramezzani ha tenuto una relazione sulle metodologie di allenamento per i ragazzi delle categorie Pulcini ed Esordienti.

Premessa

Per anni strada ed oratorio hanno involontariamente indotto un ottimo allenamento delle capacità coordinative e della tecnica di base ed applicata.
Una condizione determinante a tal punto che negli anni 80 la scuola di pensiero ci ha indirizzato al puro gioco ed allenamento in situazione.
Allo stesso modo, i radicali cambiamenti che hanno caratterizzato la fine degli anni 80 ed hanno dominato il decennio appena passato, hanno portato gli studiosi delle metodologie d’allenamento a sostenere un predominio assoluto, o quasi, dell’aspetto coordinativo e ludico su quello tecnico.
Senza mai dubitare il valore delle proposte, per molti motivi, crediamo che nella realtà storica in cui ci troviamo non basti più.
Ora siamo obbligati a pensare cosa sia meglio fare e cosa recuperare del passato senza che le mode diventino un modo integralista di vivere.
Per questo motivo la “Scuola Calcio Paolo Tramezzani” ha approfondito e adattato un metodo d’insegnamento partendo da vecchi principi e contestualizzandoli alle necessità del calcio moderno.

Insegnare calcio

Prendendo come punto di partenza quanto nella premessa, negli anni di esperienza che abbiamo maturato in ambito dilettantistico, siamo sempre più convinti che il dovere dell’istruttore nell’attività di base sia quello, a seconda delle categorie e delle fasce d’età che si trova ad affrontare, di insegnare i prerequisiti necessari all’apprendimento tecnico, la tecnica di base e quella applicata.
Tale convinzione, che non vuole porsi né come metodologia innovativa, né tantomeno come la metodologia in grado di risolvere i problemi dell’insegnamento calcistico in Italia, nasce poggiandosi sulle tesi che molti studiosi hanno sostenuto in vari scritti e corsi di formazione. Pensando di fare cosa gradita, ne riportiamo alcune:
  • -    “Il livello del gioco del calcio sta progressivamente peggiorando. La causa principale risiede a mio avviso nella mancanza da parte di molti allenatori di un serio lavoro sui ragazzi sui fondamentali di base già nelle fasi iniziali della preparazione calcistica”. (Roberto Scandroglio, allenatore prof. Articolo AIAC).

  • -    “almeno da una quindicina di stagioni gli allenatori dei settori giovanili hanno abbandonato l’insegnamento della tecnica”. (Bruno Bolchi, ex consigliere federale Settore Tecnico).

  • -    “L’atmosfera ludica non può e non deve ledere la componente tecnica dell’intervento educativo, ma deve rinforzarla”. (Clinic Psicomotricità Milano 2000).

In fase di programmazione, quindi, ponendoci come obiettivo primario quello di formare un giocatore completo che sia in grado di esprimersi ai livelli più alti possibile (non intendendo, in questo caso, giocatori che possano tutti arrivare al professionismo, ma giocatori in grado di esprimersi ognuno al PROPRIO massimo livello), dividiamo l’itrer formativo dell’attività di base in 3 macrocicli di 2 anni. Il primo ciclo di 2 anni è formato dalle categorie Piccoli Amici e Pulcini 1° anno; il secondo, invece, è quello dei Pulcini 2° e 3° anno, mentre il terzo ciclo è quello del biennio degli Esordienti.

Di seguito riassumiamo, quindi, gli obiettivi tecnici dominanti dei due trienni.

1° BIENNIO – Piccoli amici, pulcini 1°
Obiettivi dominanti: dominio della palla, guida della palla
Altri obiettivi: trasmissione e ricezione, conclusione.
OBIETTIVO PICCOLI AMICI PULCINI 1° ANNO
DOMINIO DELLA PALLA
Assoluta preponderanza dell’aspetto orizzontale
Sensibilità dell’interno piede
Sensibilità dell’esterno piede
Sensibilità del collo
Sensibilità della suola
Sensibilità del tacco
Sensibilità dell’interno piede
Sensibilità dell’esterno piede
Sensibilità del collo
Sensibilità della suola
Sensibilità del tacco
GUIDA DELLA PALLA

Rettilinea
Cambi di direzione
Cambi di senso
Rettilinea
Cambi di direzione
Cambi di senso
Movimento d’inganno e 1>1
Marcatura
2° BIENNIO pulcini 2° e 3° anno
Obiettivi dominanti: trasmissione e ricezione, guida della palla
Altri obiettivi: dominio della palla, conclusione.
OBIETTIVO PULCINI 2° ANNO PULCINI 3° ANNO
TRASMISSIONE A terra, corta d’interno piede
Ricezione e trasmissione
Guida e trasmissione
A terra, lunga d’interno piede
Ricezione e trasmissione
Guida e trasmissione
RICEZIONE Controllo d’interno
Controllo d’interno e guida Controllo d’interno in movimento
Controllo d’interno in movimento e guida
Controllo d’interno in movimento e trasmissione
Controllo orientato
Altri tipi di controllo con combinazione di gesti
Controllo orientato

3° BIENNIO Esordienti 1° e 2° anno
Obiettivi dominanti: tecnica applicata
Altri obiettivi: precedenti
OBIETTIVO ESORDIENTI 1° ANNO ESORDIENTI 2° ANNO
SMARCAMENTO Movimenti d’inganno senza palla
Movimenti in appoggio
Movimenti d’inganno senza palla
Movimenti in profondità
RICEZIONE Orientare la ricezione
Cambiare la direzione in fase di ricezione
Orientare la ricezione
Cambiare la direzione in fase di ricezione

PROTEZIONE Da fermo
In fase di conclusione
Resistere alla carica di un difensore
In fase di ricezione
FASE DI NON POSSESSO
Presa di posizione
Difesa della porta
Temporeggiamento
Indirizzare  l’avversario
Anticipo
Contrasto
Marcatura
Mantenere l’avversario spalle alla porta
Caricare regolarmente
Collaborare con 1 o 2 compagni
Intercetto
(Le tabelle sono esemplificative e riguardano gli obiettivi dominanti: questi non vengono tralasciati l’anno successivo, ma costantemente ripresi).

In ultimo, riteniamo sia fondamentale che non venga tralasciata durante la programmazione, per tutte le fasce d’età, l’aspetto decisionale. In ogni categoria, infatti, vengono ricercati obiettivi inerenti la presa di decisione: prendere decisione in relazione al comportamento dei compagni o degli avversari, valutare il tempo e lo spazio in relazione alla palla, ai difensori, agli avversari e collaborare con i compagni.

Le capacità coordinative

Detto che l’obiettivo dell’istruttore e della programmazione deve essere quello di un assoluto dominio dell’aspetto tecnico, non si può però tralasciare l’importanza dell’aspetto coordinativo.
Proprio per questo riteniamo che l’insegnamento tecnico abbia intrinsecamente un chiaro obiettivo coordinativo.
Ecco alcuni eventi di come gli aspetti tecnici intervengono su quelli coordinativi:
  • -    Guida della palla: orientamento S/T (dove vado, quando vado?), differenziazione (come vado?, veloce o piano?, rallento o accelero?), equilibrio.

  • -    Trasmissione e ricezione: orientamento S/T (dove passo, quando passo?), differenziazione (come passo? Forte o piano?), equilibrio.


Esercitazioni integrate applicate all’attività di base

 

Per poter adeguare le necessità della programmazione, mirate all’apprendimento tecnico, la voglia di divertirsi dei bambini, ottenere massima attenzione dagli allievi e sviluppare anche l’intensità di gioco, intesa come abitudine ad effettuare i gesti alla massima velocità con grande precisione, sviluppiamo delle proposte operative che abbiamo chiamato “esercitazioni integrate”.
Queste esercitazioni nascono per poter permettere ai tecnici di favorire la socializzazione e il rispetto delle regole per poter sviluppare la tecnica individuale al servizio dei principi tattici fondamentali attraverso lo sviluppo delle capacità coordinative.
Le “esercitazioni integrate”, quindi, sono proposte che collegano tra loro le unità di vari ambiti in modo che il processo d’apprendimento si svolga senza interruzioni per singoli temi.
Le esercitazioni si dividono in 2 gruppi fondamentali: esercitazioni integrate per l’apprendimento tecnico ed esercitazioni integrate per l’apprendimento tattico fondamentale. Prendendo quindi la definizione che abbiamo dato prima possiamo definire le prime come esercitazioni che colleghino tra loro le unità dell’ambito tecnico e di quello coordinativo, e le seconde come esercitazioni che collegano tra loro le unità dell’ambito tecnico, di quello coordinativo e di quello tattico; entrambe si svolgono in modo che il processo d’apprendimento si svolga senza interruzioni o per singoli temi.

Paolo Tramezzani

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